I prezzi negativi dell’elettricità sui mercati all’ingrosso non rendono automaticamente negativa la bolletta delle famiglie. In Francia, il 21 luglio 2026 alcune transazioni hanno raggiunto circa −1.200 €/MWh, secondo The Conversation, mentre una famiglia con la tariffa Bleu Base continua a pagare 0,2001 € al kWh, imposte incluse, secondo il prezzo EDF in vigore dal 1° agosto 2026.

La differenza tra prezzi negativi dell’elettricità e bolletta domestica può sorprendere. Tuttavia, il prezzo a cui gli operatori si scambiano temporaneamente energia non è quello previsto da un contratto residenziale. Per capire l’effetto reale sul portafoglio, occorre confrontare i due meccanismi e individuare i consumi che si possono spostare senza rinunciare al comfort.

Perché il prezzo dell’elettricità può diventare negativo?

Nei mercati all’ingrosso, il prezzo dipende soprattutto dall’equilibrio tra produzione disponibile e domanda. Quando l’offerta supera temporaneamente la richiesta, alcuni produttori o altri operatori possono accettare un prezzo negativo per riequilibrare la propria posizione. In determinate transazioni, quindi, è il venditore a compensare l’acquirente anziché ricevere denaro.

Ciò non significa però che tutta l’elettricità prodotta in quel periodo abbia un valore negativo. Gli scambi avvengono su diversi mercati, con calendari e regole di negoziazione differenti.

Il mercato day-ahead riguarda gli scambi organizzati prima della consegna. Il mercato intraday permette invece operazioni più vicine al momento del consumo effettivo. Per lo stesso intervallo di consegna possono quindi coesistere prezzi differenti.

Che cosa è successo il 21 luglio 2026?

Secondo The Conversation, il prezzo francese day-ahead ha raggiunto 0 €/MWh a metà giornata del 21 luglio 2026. Nel primo pomeriggio, alcune operazioni intraday sono state segnalate intorno a −1.200 €/MWh.

Questi valori descrivono due situazioni commerciali distinte. Il prezzo estremamente negativo riguarda operazioni particolari, non un prezzo universale applicato a tutti gli scambi elettrici di quell’ora.

Anche il dato di 568 ore con prezzi negativi citato per il 2026 va interpretato con cautela: senza un periodo di calcolo verificabile e l’indicazione del mercato analizzato, non si può affermare che i consumatori abbiano usufruito di 568 ore di elettricità gratuita.

Perché la bolletta domestica non diventa negativa?

Il contratto elettrico di una famiglia non replica automaticamente le oscillazioni delle transazioni all’ingrosso. Con il Tarif Bleu di EDF, il prezzo al cliente segue la tariffa regolamentata di vendita, stabilita dalle autorità pubbliche su proposta della Commission de régulation de l'énergie (CRE).

Questa tariffa cambia generalmente due volte l’anno, non a ogni variazione del mercato. Il fornitore fattura quindi secondo le condizioni contrattuali, indipendentemente dal prezzo occasionale di una transazione professionale.

Con l’opzione Base, il prezzo del kilowattora è uguale a qualsiasi ora. Un crollo del prezzo all’ingrosso a mezzogiorno non cambia quindi il prezzo contrattuale del kilowattora consumato a mezzogiorno.

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Esempio concreto: quanto costa 1 kWh durante un’ora a prezzo negativo?

Immaginiamo un apparecchio che consumi esattamente 1 kWh in un’ora in cui alcune transazioni all’ingrosso hanno prezzi negativi. È un’ipotesi illustrativa, non una misurazione reale.

  • Sul mercato intraday: il 21 luglio 2026 alcune transazioni hanno raggiunto circa −1.200 €/MWh, secondo The Conversation.
  • Per una famiglia con Tarif Bleu Base: 1 kWh consumato viene fatturato 0,2001 € imposte incluse, secondo il prezzo EDF dal 1° agosto 2026 per una nuova sottoscrizione.
  • Risultato: la famiglia paga 20,01 centesimi per questo consumo ipotetico, nonostante i prezzi negativi di alcune operazioni all’ingrosso.

Il prezzo intraday di luglio e la tariffa domestica di agosto non riguardano la stessa transazione: il confronto serve soltanto a mostrare perché i due importi non sono intercambiabili.

Bisogna inoltre considerare il canone fisso. EDF indica 15,86 € mensili, imposte incluse, per una potenza contrattuale di 6 kVA nelle opzioni Base e Heures Creuses interessate dalle tariffe del 1° agosto 2026. Risparmiare su alcuni kilowattora non elimina questa quota fissa.

Spostare i consumi permette davvero di risparmiare?

La risposta dipende soprattutto dall’opzione tariffaria. Non bisogna cercare l’ora in cui il prezzo all’ingrosso diventa negativo, ma verificare se il proprio prezzo per kilowattora cambia in base all’orario.

Opzione Base: nessun vantaggio tariffario cambiando orario

Con l’opzione Base del Tarif Bleu, spostare lo stesso consumo dal mattino al pomeriggio non ne cambia il costo. Uno scaldabagno che usa la medesima quantità di elettricità viene fatturato allo stesso prezzo per kilowattora, indipendentemente dall’orario.

Si può naturalmente cercare di ridurre la quantità totale di energia utilizzata, ma è una strategia diversa dal semplice spostamento nel tempo.

Heures Creuses: un risparmio calcolabile

Con l’opzione Heures Creuses del Tarif Bleu, EDF prevede otto ore al giorno in cui l’elettricità costa meno. Secondo le tariffe per nuove sottoscrizioni dal 1° agosto 2026, il kilowattora costa 0,2142 € imposte incluse nelle ore di punta e 0,1589 € nelle ore ridotte.

La differenza è quindi di 0,0553 € per ogni kWh effettivamente spostato dalle ore di punta alle ore ridotte, sulla componente consumo.

Spostando ipoteticamente 1 kWh, si risparmierebbero 5,53 centesimi. Per più kilowattora basta moltiplicare la quantità spostata per tale differenza. Non è però una stima del risparmio annuale, che dipende dalle abitudini e dagli orari del contratto.

Opzione Tempo: considerare il giorno e l’ora

L’opzione Tempo funziona diversamente. Il prezzo del kilowattora dipende sia dal giorno sia dall’ora. EDF consiglia in particolare di rimandare alcuni consumi nei giorni rossi, quando le condizioni tariffarie rendono particolarmente importante controllare gli utilizzi.

Con questa opzione non basta sempre confrontare due orari: bisogna anche controllare il tipo di giornata e la relativa tariffa. Senza questi dati non si può calcolare seriamente il vantaggio dello spostamento.

Come calcolare il possibile risparmio a casa?

Prima di cambiare abitudini, si può fare un calcolo semplice partendo dalla bolletta e dal contratto. Questo metodo evita di confondere i risparmi teorici con quelli realmente ottenibili.

  • Individua la tua opzione tariffaria. Controlla se hai Base, Heures Creuses, Tempo o un’altra formula contrattuale.
  • Verifica gli orari in cui paghi davvero meno. Non presumere che un’ora con prezzo all’ingrosso negativo sia conveniente anche nel tuo contratto.
  • Scegli un consumo rinviabile. Scaldabagno e ricarica dell’auto elettrica sono esempi da valutare, compatibilmente con le esigenze di funzionamento e disponibilità.
  • Stima i kilowattora trasferibili. Conta soltanto i consumi che sarebbero effettivamente avvenuti in una fascia più costosa.
  • Moltiplica questi kWh per la differenza di prezzo. Confronta poi il risultato con gli eventuali vincoli dello spostamento e con le altre caratteristiche contrattuali.

La formula pratica è: risparmio sui consumi = kWh spostati × differenza tra le due tariffe per kWh. Presuppone che la quantità di elettricità utilizzata resti invariata dopo lo spostamento.

Per esempio, se un apparecchio consuma 1 kWh in un’ora di punta e può consumare esattamente lo stesso kilowattora in una fascia ridotta, il risparmio è 0,0553 € con le tariffe Heures Creuses EDF citate sopra.

Scaldabagno e auto elettrica: quali consumi privilegiare?

Il serbatoio dell’acqua calda è un primo candidato da valutare, perché talvolta il suo funzionamento può essere programmato nelle fasce più economiche. EDF lo cita infatti tra gli apparecchi adatti alle ore ridotte.

Anche la ricarica dell’auto elettrica merita attenzione quando l’utente può scegliere quando ricaricare. L’obiettivo è trasferire un consumo previsto in una fascia costosa a una effettivamente più economica.

Per gli altri apparecchi vale lo stesso ragionamento: verificare che l’utilizzo sia rinviabile, che la tariffa cambi davvero e che il rinvio non aumenti l’energia necessaria.

Va infine distinto il distacco temporaneo dei carichi elettrici. Questa pratica riduce o interrompe temporaneamente alcuni consumi durante i picchi di domanda. The Conversation spiega che dispositivi connessi possono, per esempio, sospendere lo scaldabagno o il riscaldamento elettrico in alcune case. I benefici per i partecipanti possono però essere indiretti e non equivalgono a un pagamento legato al prezzo negativo di mercato.

La vera opportunità per una famiglia non è quindi inseguire ogni episodio eccezionale del mercato all’ingrosso. È conoscere il prezzo effettivamente applicato ai propri consumi e individuare quelli trasferibili in una fascia più conveniente.

Domande frequenti

Perché un prezzo all’ingrosso negativo non rende gratuita l’elettricità?

Un prezzo all’ingrosso negativo riguarda transazioni specifiche tra operatori del mercato elettrico. I privati pagano secondo le tariffe del proprio contratto di fornitura. Con Tarif Bleu Base, un’ora a prezzo negativo sul mercato non cambia automaticamente il prezzo fatturato.

Quanto costa 1 kWh durante un’ora a prezzo negativo?

Per una famiglia con Tarif Bleu Base EDF, il prezzo indicato per una nuova sottoscrizione dal 1° agosto 2026 è 0,2001 € per kWh, imposte incluse. Un consumo ipotetico di 1 kWh costa quindi 0,2001 € sulla componente consumo, anche se alcune transazioni all’ingrosso sono negative.

Come capire se rinviare lo scaldabagno o la ricarica fa risparmiare?

Occorre controllare l’opzione tariffaria, individuare le fasce più economiche e stimare i kilowattora effettivamente spostabili. Con Heures Creuses del Tarif Bleu, EDF indica al 1° agosto 2026 una differenza di 0,0553 € per kWh, imposte incluse, tra ore di punta e ridotte. Il risparmio dipende poi dal consumo realmente trasferito.

Conviene spostare i consumi con l’opzione Base?

No, non per ottenere un prezzo per kilowattora inferiore a un’altra ora: la tariffa resta identica tutto il giorno. Ridurre il consumo complessivo può abbassare la bolletta, ma spostare semplicemente un consumo invariato non produce alcun risparmio tariffario.