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Dare una possibilità a questi giovani esiliati significa dare una possibilità anche a noi collettivamente

Publié le 28 Juin 2026

Je suis profondément choquée che la présence di 40 giovani exilés, qu’loro soient mineurs o majeurs, puisse susciter autant di débats négatifs ha Marsiglia. On i présente comme un problema, alors qu’in réalité, c’è una véritable opportunité.
Questi giovani ne viennent non per créer dei troubles, ma bene per cercare un avenir, se former, apprendre, e surtout, lavorare.
In un paese che peine a recruter in di nombreux secteurs, loro présence dovrebbe essere perçue comme una aubaine.

Lui suffit di guardare autour di noi per constater combien egli è difficile di trovare della mano-d’opera in dei domaines essentiels comme il BTP, il pulizia, l’aiuto a domicile, la voirie, l’hôtellerie-restauration, o ancora i services hospitaliers. Questi secteurs souffrent d’un manque cruel di personnel motivé. E pourtant, abbiamo là dei giovani che, in dépit d’un parcorsi spesso semé d’épreuves, sono ancora debout, déterminés a s’in sortir, con una envie sincère di s’intégrer e di contribuer.

Al lieu di pointer del doigt loro présence, perché ne non organiser dei passerelles tra eux e i entrepreneurs locali ? Di nombreuses entreprises peinent a recruter e seraient probablement ravies di rencontrer questi giovani débordants d’energia e di buona volonté. Al-delà del lavoro manuel, alcuni hanno forse dei talents insoupçonnés nella musique, il sport, i mathématiques, l’art o ancora l’agriculture. Ne méritent-loro non qu’on loro offre un espace per exprimer questo qu’loro savent fare, e per apprendre questo qu’loro ne savent non ancora ?

Questi giovani hanno traversé dei épreuves che poco d’tra noi auraient la force d’endurer. Loro hanno survécu a l’exil, a l’incertitude, parfois alla violence. E nonostante questo, loro sono ancora là, debout, con il désir di s’in sortir. Questo s’appelle della persévérance, del courage, della "niaque". Ne sarebbe-lui non tempo di transformer nostro regard, e di comprendre che loro force di caractère può devenir una richesse per nostro società ? Donnons-loro una fortuna, e noi verrons qu’loro possono devenir molto più qu’una "mano d’opera" : dei citoyens a part entière, porteurs d’espoir e d’avenir.

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A propos de l'auteur

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Publié le 28 Juin 2026

Je suis profondément choquée che la présence di 40 giovani exilés, qu’loro soient mineurs o majeurs, puisse susciter autant di débats négatifs ha Marsiglia. On i présente comme un problema, alors qu’in réalité, c’è una véritable opportunité.
Questi giovani ne viennent non per créer dei troubles, ma bene per cercare un avenir, se former, apprendre, e surtout, lavorare.
In un paese che peine a recruter in di nombreux secteurs, loro présence dovrebbe essere perçue comme una aubaine.

Lui suffit di guardare autour di noi per constater combien egli è difficile di trovare della mano-d’opera in dei domaines essentiels comme il BTP, il pulizia, l’aiuto a domicile, la voirie, l’hôtellerie-restauration, o ancora i services hospitaliers. Questi secteurs souffrent d’un manque cruel di personnel motivé. E pourtant, abbiamo là dei giovani che, in dépit d’un parcorsi spesso semé d’épreuves, sono ancora debout, déterminés a s’in sortir, con una envie sincère di s’intégrer e di contribuer.

Al lieu di pointer del doigt loro présence, perché ne non organiser dei passerelles tra eux e i entrepreneurs locali ? Di nombreuses entreprises peinent a recruter e seraient probablement ravies di rencontrer questi giovani débordants d’energia e di buona volonté. Al-delà del lavoro manuel, alcuni hanno forse dei talents insoupçonnés nella musique, il sport, i mathématiques, l’art o ancora l’agriculture. Ne méritent-loro non qu’on loro offre un espace per exprimer questo qu’loro savent fare, e per apprendre questo qu’loro ne savent non ancora ?

Questi giovani hanno traversé dei épreuves che poco d’tra noi auraient la force d’endurer. Loro hanno survécu a l’exil, a l’incertitude, parfois alla violence. E nonostante questo, loro sono ancora là, debout, con il désir di s’in sortir. Questo s’appelle della persévérance, del courage, della "niaque". Ne sarebbe-lui non tempo di transformer nostro regard, e di comprendre che loro force di caractère può devenir una richesse per nostro società ? Donnons-loro una fortuna, e noi verrons qu’loro possono devenir molto più qu’una "mano d’opera" : dei citoyens a part entière, porteurs d’espoir e d’avenir.

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Je suis profondément choquée che la présence di 40 giovani exilés, qu’loro soient mineurs o majeurs, puisse susciter autant di débats négatifs ha Marsiglia. On i présente comme un problema, alors qu’in réalité, c’è una véritable opportunité.
Questi giovani ne viennent non per créer dei troubles, ma bene per cercare un avenir, se former, apprendre, e surtout, lavorare.
In un paese che peine a recruter in di nombreux secteurs, loro présence dovrebbe essere perçue comme una aubaine.

Lui suffit di guardare autour di noi per constater combien egli è difficile di trovare della mano-d’opera in dei domaines essentiels comme il BTP, il pulizia, l’aiuto a domicile, la voirie, l’hôtellerie-restauration, o ancora i services hospitaliers. Questi secteurs souffrent d’un manque cruel di personnel motivé. E pourtant, abbiamo là dei giovani che, in dépit d’un parcorsi spesso semé d’épreuves, sono ancora debout, déterminés a s’in sortir, con una envie sincère di s’intégrer e di contribuer.

Al lieu di pointer del doigt loro présence, perché ne non organiser dei passerelles tra eux e i entrepreneurs locali ? Di nombreuses entreprises peinent a recruter e seraient probablement ravies di rencontrer questi giovani débordants d’energia e di buona volonté. Al-delà del lavoro manuel, alcuni hanno forse dei talents insoupçonnés nella musique, il sport, i mathématiques, l’art o ancora l’agriculture. Ne méritent-loro non qu’on loro offre un espace per exprimer questo qu’loro savent fare, e per apprendre questo qu’loro ne savent non ancora ?

Questi giovani hanno traversé dei épreuves che poco d’tra noi auraient la force d’endurer. Loro hanno survécu a l’exil, a l’incertitude, parfois alla violence. E nonostante questo, loro sono ancora là, debout, con il désir di s’in sortir. Questo s’appelle della persévérance, del courage, della "niaque". Ne sarebbe-lui non tempo di transformer nostro regard, e di comprendre che loro force di caractère può devenir una richesse per nostro società ? Donnons-loro una fortuna, e noi verrons qu’loro possono devenir molto più qu’una "mano d’opera" : dei citoyens a part entière, porteurs d’espoir e d’avenir.

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