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pacchi impilati ed etichettati pronti per la spedizione internazionale

Temu, Shein e AliExpress: la nuova tassa 2026 spiegata

Publié le 18 Juillet 2026

Acquisti regolarmente su Temu, Shein o AliExpress? Dal 1° luglio 2026 le regole sono cambiate. L’Unione europea ha posto fine a un’esenzione doganale di lunga data che consentiva ai pacchi di valore inferiore a 150 € di entrare senza dazi. Di conseguenza, ogni ordine effettuato su queste piattaforme è ora soggetto a una nuova tassa forfettaria di 3 € per categoria di articolo.

Perché è stata introdotta questa tassa?

Per anni, una scappatoia fiscale ha permesso ai pacchi di basso valore (meno di 150 €) di entrare nell’Unione europea senza pagare dazi doganali. Piattaforme come Temu, Shein e AliExpress ne hanno ampiamente approfittato per offrire prezzi ultra-competitivi, a discapito dei commercianti europei che pagano l’IVA e i normali contributi sociali.

Nel 2025, ben 5,9 miliardi di articoli sono entrati nel mercato dell’UE tramite piccoli pacchi senza che venisse pagato alcun dazio. Questo squilibrio ha infine provocato una reazione politica.

Cosa cambia concretamente dal 1° luglio 2026

Dal 1° luglio 2026, un dazio forfettario di 3 € per categoria di articolo si applica a tutti i piccoli pacchi importati di valore pari o inferiore a 150 € provenienti da Paesi esterni all’Unione europea.

Questo importo si aggiunge all’IVA, che ora deve essere pagata indipendentemente dal valore del pacco. In Francia, la tassa nazionale di 2 € per articolo introdotta il 1° marzo 2026 è stata sospesa il 30 giugno 2026 per evitare il cumulo con il nuovo sistema europeo.

Come funziona il calcolo per “categoria”?

Il punto cruciale è che la tassa non si applica a ogni singolo oggetto fisico, ma a ogni categoria doganale, identificata da un codice internazionale a sei cifre (codice HS6). In pratica:

  • 5 magliette identiche nello stesso ordine = 1 categoria = 3 € di tassa
  • Una maglietta + un paio di pantaloni + un paio di scarpe = 3 categorie = 9 € di tassa
  • Una maglietta di cotone + una maglietta di poliestere (codici diversi) = 2 categorie = 6 € di tassa

I carrelli con prodotti diversi saranno quindi tassati molto di più rispetto agli ordini che raggruppano un solo tipo di prodotto.

Quale impatto avrà sui prezzi delle piattaforme?

Temu, Shein e AliExpress hanno diverse opzioni: assorbire il costo, trasferirlo al consumatore oppure adattare il proprio catalogo. Alcune hanno già modificato le spese di spedizione o aggiunto “spese di sdoganamento” nel carrello.

Per gli articoli a bassissimo prezzo, venduti tra 1 e 5 €, la tassa di 3 € può rappresentare un sovraccosto dal 60 al 300% rispetto al prezzo del prodotto stesso. L’attrattiva di queste offerte ultra-low-cost diventa quindi molto più relativa.

Novembre 2026: in arrivo una tassa aggiuntiva

A partire dal 1° novembre 2026, dovrebbe entrare in vigore un contributo europeo aggiuntivo — l’Union Handling Fee — per coprire i costi amministrativi legati alla gestione degli enormi flussi di pacchi. Il suo importo potrebbe raggiungere 5 € per categoria, quasi il doppio della tassa attuale.

Consigli pratici per adattare i tuoi acquisti

  • Raggruppa gli articoli simili: ordinare più prodotti della stessa categoria riduce la tassa complessiva.
  • Controlla il totale prima di confermare: le spese doganali devono ora comparire nel riepilogo dell’ordine.
  • Confronta con i venditori europei: una volta aggiunta la tassa, la differenza di prezzo potrebbe essere molto meno significativa di prima.
  • Fai attenzione ai prezzi indicati al netto delle imposte: alcuni siti non mostrano sempre l’importo totale in modo trasparente.

Un riequilibrio a favore dei commercianti europei

La riforma è stata accolta con favore dalle federazioni dei commercianti europei, che da anni denunciavano una concorrenza sleale. Ponendo fine all’esenzione dei 150 €, l’UE restituisce una leva competitiva ai venditori con sede in Europa.

La nuova tassa segna la fine di un’epoca per gli acquisti online ultra-low-cost: i prezzi restano spesso competitivi, ma la trasparenza fiscale è ormai indispensabile e il vantaggio di queste piattaforme cinesi sarà meno sistematico.

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tassa piccoli pacchi
Temu Shein AliExpress
dogana 2026
esenzione 150 euro
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Publié le 18 Juillet 2026

Acquisti regolarmente su Temu, Shein o AliExpress? Dal 1° luglio 2026 le regole sono cambiate. L’Unione europea ha posto fine a un’esenzione doganale di lunga data che consentiva ai pacchi di valore inferiore a 150 € di entrare senza dazi. Di conseguenza, ogni ordine effettuato su queste piattaforme è ora soggetto a una nuova tassa forfettaria di 3 € per categoria di articolo.

Perché è stata introdotta questa tassa?

Per anni, una scappatoia fiscale ha permesso ai pacchi di basso valore (meno di 150 €) di entrare nell’Unione europea senza pagare dazi doganali. Piattaforme come Temu, Shein e AliExpress ne hanno ampiamente approfittato per offrire prezzi ultra-competitivi, a discapito dei commercianti europei che pagano l’IVA e i normali contributi sociali.

Nel 2025, ben 5,9 miliardi di articoli sono entrati nel mercato dell’UE tramite piccoli pacchi senza che venisse pagato alcun dazio. Questo squilibrio ha infine provocato una reazione politica.

Cosa cambia concretamente dal 1° luglio 2026

Dal 1° luglio 2026, un dazio forfettario di 3 € per categoria di articolo si applica a tutti i piccoli pacchi importati di valore pari o inferiore a 150 € provenienti da Paesi esterni all’Unione europea.

Questo importo si aggiunge all’IVA, che ora deve essere pagata indipendentemente dal valore del pacco. In Francia, la tassa nazionale di 2 € per articolo introdotta il 1° marzo 2026 è stata sospesa il 30 giugno 2026 per evitare il cumulo con il nuovo sistema europeo.

Come funziona il calcolo per “categoria”?

Il punto cruciale è che la tassa non si applica a ogni singolo oggetto fisico, ma a ogni categoria doganale, identificata da un codice internazionale a sei cifre (codice HS6). In pratica:

  • 5 magliette identiche nello stesso ordine = 1 categoria = 3 € di tassa
  • Una maglietta + un paio di pantaloni + un paio di scarpe = 3 categorie = 9 € di tassa
  • Una maglietta di cotone + una maglietta di poliestere (codici diversi) = 2 categorie = 6 € di tassa

I carrelli con prodotti diversi saranno quindi tassati molto di più rispetto agli ordini che raggruppano un solo tipo di prodotto.

Quale impatto avrà sui prezzi delle piattaforme?

Temu, Shein e AliExpress hanno diverse opzioni: assorbire il costo, trasferirlo al consumatore oppure adattare il proprio catalogo. Alcune hanno già modificato le spese di spedizione o aggiunto “spese di sdoganamento” nel carrello.

Per gli articoli a bassissimo prezzo, venduti tra 1 e 5 €, la tassa di 3 € può rappresentare un sovraccosto dal 60 al 300% rispetto al prezzo del prodotto stesso. L’attrattiva di queste offerte ultra-low-cost diventa quindi molto più relativa.

Novembre 2026: in arrivo una tassa aggiuntiva

A partire dal 1° novembre 2026, dovrebbe entrare in vigore un contributo europeo aggiuntivo — l’Union Handling Fee — per coprire i costi amministrativi legati alla gestione degli enormi flussi di pacchi. Il suo importo potrebbe raggiungere 5 € per categoria, quasi il doppio della tassa attuale.

Consigli pratici per adattare i tuoi acquisti

  • Raggruppa gli articoli simili: ordinare più prodotti della stessa categoria riduce la tassa complessiva.
  • Controlla il totale prima di confermare: le spese doganali devono ora comparire nel riepilogo dell’ordine.
  • Confronta con i venditori europei: una volta aggiunta la tassa, la differenza di prezzo potrebbe essere molto meno significativa di prima.
  • Fai attenzione ai prezzi indicati al netto delle imposte: alcuni siti non mostrano sempre l’importo totale in modo trasparente.

Un riequilibrio a favore dei commercianti europei

La riforma è stata accolta con favore dalle federazioni dei commercianti europei, che da anni denunciavano una concorrenza sleale. Ponendo fine all’esenzione dei 150 €, l’UE restituisce una leva competitiva ai venditori con sede in Europa.

La nuova tassa segna la fine di un’epoca per gli acquisti online ultra-low-cost: i prezzi restano spesso competitivi, ma la trasparenza fiscale è ormai indispensabile e il vantaggio di queste piattaforme cinesi sarà meno sistematico.

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Perché è stata introdotta questa tassa?

Per anni, una scappatoia fiscale ha permesso ai pacchi di basso valore (meno di 150 €) di entrare nell’Unione europea senza pagare dazi doganali. Piattaforme come Temu, Shein e AliExpress ne hanno ampiamente approfittato per offrire prezzi ultra-competitivi, a discapito dei commercianti europei che pagano l’IVA e i normali contributi sociali.

Nel 2025, ben 5,9 miliardi di articoli sono entrati nel mercato dell’UE tramite piccoli pacchi senza che venisse pagato alcun dazio. Questo squilibrio ha infine provocato una reazione politica.

Cosa cambia concretamente dal 1° luglio 2026

Dal 1° luglio 2026, un dazio forfettario di 3 € per categoria di articolo si applica a tutti i piccoli pacchi importati di valore pari o inferiore a 150 € provenienti da Paesi esterni all’Unione europea.

Questo importo si aggiunge all’IVA, che ora deve essere pagata indipendentemente dal valore del pacco. In Francia, la tassa nazionale di 2 € per articolo introdotta il 1° marzo 2026 è stata sospesa il 30 giugno 2026 per evitare il cumulo con il nuovo sistema europeo.

Come funziona il calcolo per “categoria”?

Il punto cruciale è che la tassa non si applica a ogni singolo oggetto fisico, ma a ogni categoria doganale, identificata da un codice internazionale a sei cifre (codice HS6). In pratica:

  • 5 magliette identiche nello stesso ordine = 1 categoria = 3 € di tassa
  • Una maglietta + un paio di pantaloni + un paio di scarpe = 3 categorie = 9 € di tassa
  • Una maglietta di cotone + una maglietta di poliestere (codici diversi) = 2 categorie = 6 € di tassa

I carrelli con prodotti diversi saranno quindi tassati molto di più rispetto agli ordini che raggruppano un solo tipo di prodotto.

Quale impatto avrà sui prezzi delle piattaforme?

Temu, Shein e AliExpress hanno diverse opzioni: assorbire il costo, trasferirlo al consumatore oppure adattare il proprio catalogo. Alcune hanno già modificato le spese di spedizione o aggiunto “spese di sdoganamento” nel carrello.

Per gli articoli a bassissimo prezzo, venduti tra 1 e 5 €, la tassa di 3 € può rappresentare un sovraccosto dal 60 al 300% rispetto al prezzo del prodotto stesso. L’attrattiva di queste offerte ultra-low-cost diventa quindi molto più relativa.

Novembre 2026: in arrivo una tassa aggiuntiva

A partire dal 1° novembre 2026, dovrebbe entrare in vigore un contributo europeo aggiuntivo — l’Union Handling Fee — per coprire i costi amministrativi legati alla gestione degli enormi flussi di pacchi. Il suo importo potrebbe raggiungere 5 € per categoria, quasi il doppio della tassa attuale.

Consigli pratici per adattare i tuoi acquisti

  • Raggruppa gli articoli simili: ordinare più prodotti della stessa categoria riduce la tassa complessiva.
  • Controlla il totale prima di confermare: le spese doganali devono ora comparire nel riepilogo dell’ordine.
  • Confronta con i venditori europei: una volta aggiunta la tassa, la differenza di prezzo potrebbe essere molto meno significativa di prima.
  • Fai attenzione ai prezzi indicati al netto delle imposte: alcuni siti non mostrano sempre l’importo totale in modo trasparente.

Un riequilibrio a favore dei commercianti europei

La riforma è stata accolta con favore dalle federazioni dei commercianti europei, che da anni denunciavano una concorrenza sleale. Ponendo fine all’esenzione dei 150 €, l’UE restituisce una leva competitiva ai venditori con sede in Europa.

La nuova tassa segna la fine di un’epoca per gli acquisti online ultra-low-cost: i prezzi restano spesso competitivi, ma la trasparenza fiscale è ormai indispensabile e il vantaggio di queste piattaforme cinesi sarà meno sistematico.

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